DINTORNI - la piazzettta

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COSA VISITARE

Castel san Vincenzo
È il più importante comune molisano del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Sul suo territorio si trova la famosa abbazia di San Vincenzo al Volturno. Il villaggio è situato alle falde occidentali del monte Vallone. Al comune di Castel San Vincenzo appartiene inoltre la frazione de La Cartiera. 
La terra di Castel San Vincenzo, sul versante che volge a sud, conserva impianti di vecchi vigneti e di oliveti (che mal vegetano sul versante nord) ai quali non vengono più riservate le cure che la vecchia popolazione contadina, una volta, vi dedicava. Il lago di Castel San Vincenzo è un invaso artificiale realizzato sul finire degli anni cinquanta per scopi idroelettrici. Il lago occupa una superficie di 6,140 km² ed ha una capacità utile di 10 milioni di metri cubi.
Seppure artificiale, il lago è ben armonizzato con il paesaggio circostante di montagne e boschi. La fauna acquatica è costituita in prevalenza da salmonidi. In prossimità del lago, dove è possibile dedicarsi alla pesca e ad altri sport d’acqua, è presente un’area attrezzata per il camping e un maneggio.

Pietrabbondante
I resti delle fortificazioni sannitiche sul monte Saraceno testimoniano la presenza umana sul territorio di Pietrabbontante sin da epoca remota. Nei pressi del centro abitato, si trovano i resti dell’antico insediamento che fu il più importante santuario e centro politico dei Sanniti tra il II secolo a.C. e il 95 a.C.

Agnone
è un piccolo paese situato nella parte nord del Molise, in provincia d›Isernia. Agnone si trova a circa 800m di altezza rispetto al livello del mare, questo paese è circondato da un paesaggio montuoso, immerso nel verde delle grandi foreste, nelle quali possiamo trovare dei piccoli torrenti che rendono il paesaggio ancora più affascinante, questi boschi sono a tratti interrotti da piccole praterie. La flora che possiamo trovare nel paesaggio circostante ad Agnone è: la quercia, il pino, l›abete, il pioppo, la malva. Possiamo trovare anche oliveti o vigneti coltivati nelle campagne dai numerosi agricoltori. La fauna, sul territorio possiamo trovare molte specie di animali, che sono: il cinghiale che negli ultimi anni sono in continuo aumento, il lupo grigio, stambecchi, cervi, l'orso bruno, scoiattoli, conigli, lepri, e fagiani, la fauna che sorvola i cieli di Agnone è formata dal falcone reale e l›aquila. Il 24 dicembre ad Agnone si svolge la "Ndocciata", il più grande rito di fuoco che si conosca: è una sfilata di migliaia di enormi fiaccole costruite artigianalmente. Dal 2000 tale evento si svolge stabilmente anche il giorno dell’Immacolata Concezione. Nel 1996 essa fu portata a Roma al cospetto di Giovanni Paolo II. Questa tradizione, che probabilmente nell’antichità era connessa ai riti della rinascita della luce, oltre che ad Agnone si è conservata - in misura minore - anche a Santo Stefano di Sante Marie (L’Aquila) ed ha assunto una diversa valenza legandosi alla festività del Natale. 

Capracotta
con i suoi 1421 metri sul livello del mare è il comune più alto dell’Appennino e il terzo d’Italia. Capracotta è un’ importante località climatica e sciistica. Ha due importanti impianti: uno per lo sci alpino, in località Monte Capraro, con una seggiovia; l’altro per lo sci di fondo in località Prato Gentile: quest’ultimo impianto è stato sede dei Campionati Italiani Assoluti di sci di fondo nel 1997.

Castelpetroso
Presso Castelpetroso sorge il Santuario di Maria Santissima Addolorata, patrona del Molise. Secondo la testimonianza delle veggenti, la Vergine Maria apparve la prima volta il 22 marzo 1888 a due pastorelle di nome Serafina e Bibiana in località Cesa tra Santi, sulle pendici del Monte Patalecchia. A questa prima apparizione ne seguirono altre. Tale fenomeno fu in seguito riconosciuto. Il santuario, iniziato con la posa della prima pietra avvenuta il 28 settembre 1890 e completato nel 1975 è realizzato in stile neogotico; visto dall’alto questo è composto da sette cappelle che rappresentano i sette dolori della Madonna, al centro delle quali c’è la cupola alta 54 metri. Il santuario e il luogo delle apparizioni sono collegati tra loro dalla Via Matris, lunga 750 metri, dove vengono appunto ricordati i sette dolori mariani.

Sepino
(da saepio – in latino recingere) si trova a 702 m s.l.m., su di un colle boschivo alle propaggini del Massiccio del Matese. Nel centro cittadino sorge la chiesa di Santa Cristina, forse costruita quando la popolazione, alla fine dell’Alto Medioevo, abbandonò Saepinum per fondare l’odierna Sepino: il Castellum Saepini. Il campanile dell’Insigne Collegiata ha la guglia a forma singolare di “bottiglione”, interamente costruita dagli artigiani dell’epoca. All’interno della chiesa si trovano la “grotta di Santa Cristina” con i Misteri, la Sala del Tesoro, un coro ligneo ottocentesco e l’archivio storico parrocchiale, che conserva anche pergamene del XII secolo.
Meritano attenzione il campanile romanico della Chiesa di San Lorenzo, le chiese di Santa Maria Assunta e del Purgatorio, nonché l’ex Chiesa di Santo Stefano, oggi adibita a teatro e a sala conferenze. A poca distanza dal centro, in località Petrilli, si trova il convento della SS. Trinità. Ne decorano l’interno alcuni dipinti, statue e fontane. Dal piazzale del convento è possibile giungere alle rovine del convento Santa Maria degli Angeli, oggi abbandonato. Il centro abitato di Sepino conserva le tipiche caratteristiche medievali. A un’ampia piazza corrispondono un certo numero di stretti vicoli.
Vi si trovano numerose fontane, come quella ubicata nella piazza principale, i cui rubinetti indicano i punti cardinali, o quelle della Canala e del Mascherone. Degno di nota è infine il Ponte San Rocco, da cui prende nome l’omonima località. L’abitato medievale era circondato da una cintura muraria a forma quasi ellittica, con quattro porte, munita di torri sulle quali spiccava il castello. Tuttora sono conservate alcune torri e tre porte: la porta Meridionale, la porta Orientale, la porta di Corte o porta Borrelli. Il castello fortemente danneggiato dal terremoto del 1805 fu progressivamente abbattuto. Nei pressi dell’abitato si trovano gli scavi archeologici di Saepinum e di Saipins.
Saepinum sorge nella zona archeologica di Altilia, attraversata dall’antico Tratturo Pescasseroli-Candela. È possibile ammirare i resti dell’abitato romano, come il foro, la basilica, Porta Bojano, le terme, il teatro, il Cardo e il Decumano, le mura, le maestose porte d’accesso.
La zona archeologica ospita annualmente numerosi turisti ed è ormai costantemente inserita nel calendario di manifestazioni estive itineranti, che propongono spettacoli di teatro e danza di livello internazionale. Ad Altilia sono presenti anche vari musei.

Verso la montagna, a circa 953 m di altitudine, sorge Saipins, chiamata comunemente “Acropoli di Terravecchia”, raggiungibile per mezzo di percorsi nel Matese. Importante centro sannitico del III secolo a.C. fu definita da Tito Livio fortissima atque potentissima[2]. Saipinis fu teatro di cruente battaglie, per poi venire espugnata e distrutta nel corso della terza guerra sannitica dal console Lucio Papirius Cursor[2]. Oggi, fra le rovine più importanti, è possibile ammirare la Postierla del Matese. Fra Altilia e Terravecchia, recenti scavi stanno riportando alla luce il Tempio Italico di San Pietro in Cantoni. Di notevole interesse è la località di Campitello di Sepino, dove si possono apprezzare ampi spazi verdi attrezzati in una grande zona boscosa, prevalentemente faggeti. Da questo pianoro è possibile raggiungere le cime dei monti circostanti (Tre Confini, Mutria, Muschiaturo etc.), zone in passato abitate dai briganti (come la Rotta de Zuze), il Passo Santa Crocella, dove era presente l’omonimo monastero benedettino in età medioevale (Monasterium Sanctae Crucis), la Fontana di Rimavota e altre destinazioni sui monti del Matese.
Fra i fiumi più importanti, ricchi di pesci come la trota, ricordiamo il Tammaro, da cui prende nome l’omonima valle, e il Tappone che, lungo un percorso molto impervio, dà vita alla Cascata delle Castagne.
Vicino al centro abitato si trova il complesso delle Terme Tre Fontane, le cui acque hanno caratteristiche oligominerali adatte alla cura della calcolosi renale.
 
fonte: Wikipedia
 
 
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